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L'Isola di Pasqua
Le origini

Origini - Statue - Costruzione - Teorie


All'origine l'Isola di Pasqua non ebbe un nome, essendo l'unico mondo conosciuto dai suoi abitanti, i quali, dopo il loro misterioso arrivo, vi si insediarono e non si spinsero più oltre.

Per un certo periodo la minuscola isola venne chiamata "Te-Pito-te-Henua", che significava "fine" o "frammento della terra" e che taluni traducevano con "ombelico del mondo".
Un altro nome fu "Mata ki te Rangi", gli "occhi nel cielo", ma la definizione più comune diventò Rapa Nui, la "Grande Isola", nel senso di "importante".

L'isola fu scoperta dall'olandese Roggeveen e deve il suo nome al giorno in cui fu scoperta: proprio il giorno di Pasqua del 1722.

Secondo la leggenda, i primi abitanti giunsero da un'isola chiamata Marae-rengo o Hiva, situata ad occidente.
Da quelle terre partì un re, Hotu-Matua, insieme alla sua tribù, portando con sé animali, alberi, semi di frutti e fiori che vennero piantati sull'Isola di Pasqua, dove approdarono dopo un lungo viaggio in canoa.
Le ragioni di questa emigrazione, presumibilmente dalla Polinesia, sono ignote: rivalità tribali, carestie, catastrofi naturali o eccesso di popolamento?

Gli antropologi hanno trovato in Polinesia tracce di insediamenti umani a partire dal 1200 a.C.
Le Isole Marchesi vennero popolate nel 300 d.C. e l'Isola di Pasqua nel 400 d.C. circa.
Il primo periodo evolutivo di Rapa Nui si svolse tra il V e l'XI sec. d.C., seguito da un periodo di grande sviluppo tra il XII e il XV secolo, con punte massime di popolazione fino a 15mila abitanti.

La decadenza coincise in pratica con l'arrivo degli esploratori occidentali, quando la popolazione scese a meno di mille persone.
Sulle cause del definitivo collasso dell'isola, nel XVIII secolo, vi sono diverse ipotesi: eccessiva deforestazione, mancanza di risorse idriche e alimentari, guerre fratricide, epidemie o forse tutto ciò insieme.

Sull'isola vigeva una rigida gerarchia: al primo posto c'era il re (ariki-mau) dai poteri divini, poi vi erano i sacerdoti (ivi-atua), i nobili (ariki-paka) e i guerrieri (matato'a).

Gli artigiani formavano una classe a sé: il mito racconta che furono gli "Uomini dai Lunghi Orecchi" a costruire inizialmente i Moai, sconfitti poi dagli "Uomini dai Corti Orecchi".


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