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Il particolare che entusiasma gli appassionati
del mistero è però l'estremità inferiore
della mappa di Piri Reis, che viene identificata
con l'Antartide.Molti affermano che è possibile
riconoscere la Terra della Regina Maud e
altri territori di quel continente che non
sarebbero stati esplorati se non secoli dopo.
Purtroppo costoro, Hancock compreso, sostengono
questa ipotesi senza fare nessun confronto
cartografico o verifica, solamente prendendo
per buone le affermazioni di Charles Hapgood.
Hancock in particolare, nelle note dei primi
due capitoli di "Impronte degli Dei",
quelli in cui tratta delle carte geografiche,
non segnala nessun libro sulla storia della
cartografia, dimostrando così di non aver
nemmeno fatto un tentativo di informarsi,
e si limita a citare solamente il lavoro
di Hapgood.
Inoltre nessuno di loro spiega,
se davvero
la carta di Reis è così precisa
come sostengono
e se quella raffigurata in basso
è l'Antartide,
che fine hanno fatto i 2000 chilometri
di
costa dal Brasile alla Terra
del Fuoco (tutta
l'Argentina), e come mai questa
strana Antartide
è attaccata al Brasile invece
che trovarsi
a più di 4000 chilometri a sud.
Basta osservare con attenzione
quella parte
di mappa per accorgersi, anche
senza essere
esperti cartografi, che vi è
rappresentata
solo l'estremità del continente
sudamericano,
nei modi approssimativi che permettevano
le scarse conoscenze dell'epoca.
La raffigurazione
è deformata, piegata a destra,
molto probabilmente
per adattarsi alla particolare
forma della
pergamena. Inoltre le carte geografiche
in
quell'epoca servivano anche come
strumenti
politici, disegnare una terra
da una parte
o dall'altra del meridiano chiamato
"la
Raya" che faceva da confine
tra l'area
di influenza della Spagna e del
Portogallo,
poteva servire ad accampare pretese
di possesso
dell'una o dell'altra potenza
marinara. Piri
Reis nelle note cita continuamente
le mappe
dei portoghesi ai quali avrebbe
fatto comodo
che la costa dell'America del
sud sotto il
Brasile curvasse decisamente
a destra, verso
l'Africa, in modo da rientrare
nei 180° assegnati
al Portogallo dal trattato di
Tordesillas
del 1494.

Non dobbiamo dimenticare inoltre che la Longitudine
sarebbe stata calcolata in modo preciso solo
nel secolo successivo per cui nelle carte
venivano usate notevoli approssimazioni e
stili diversi da un tipo di mappa all'altro.
Per identificare i luoghi descritti
nella
parte sud della mappa di Piri
Reis possiamo
ruotare di 90 gradi in senso
antiorario una
carta del sudamerica. Teniamo
presente comunque
che mancando precisi strumenti
di misurazione
il disegno di queste coste appena
scoperte
avveniva sulla base dei primi
resoconti di
viaggio che parlavano di promontori,
isole,
estuari di fiumi, golfi... Le
carte quindi
contenevano informazioni e dati
geografici
non ancora correttamente calcolati
e messi
in proporzione l'uno con l'altro.

Si riconoscono però nella carta di Piri Reis,
pur deformati, alcuni particolari come il
golfo San Matias e la penisola di Valdes,
e l'estremità potrebbe essere la Terra del
Fuoco. Volendo azzardare si potrebbe perfino
identificare l'imboccatura dello Stretto
di Magellano, con il caratteristico piccolo
golfo.
Se osserviamo bene l'estremità
inferiore
a destra, quella che dovrebbe
rappresentare
l'Antartide, si vede il disegno
di un serpente,
e nella nota di Piri Reis si
legge: "Questa
terra è disabitata. Tutto è rovina
e si dice
che siano stati trovati grossi
serpenti.
Per questa ragione gli infedeli
Portoghesi
non sono sbarcati in queste terre
che si
dice siano molto calde".
Certamente
una descrizione del genere non
ha niente
a che fare con l'Antartide.


Nella mappa di Piri Reis, in basso, compare
un arcipelago con un'isola più grande delle
altre, chiamata "il de Sare". Tra
le isole si trova la dicitura "Buadalar
issizdir, ama bahar coktur", ovvero
"Queste isole sono deserte ma la primavera
qui dura a lungo". Potrebbe trattarsi
di una primitiva rappresentazione delle isole
Falkland o Malvinas (la più grande delle
quali si chiama Soledad), e può sembrare
un particolare strano, perchè il piccolo
arcipelago venne "ufficialmente"
scoperto nel 1592. Ma un gruppo di isole
nella stessa posizione è visibile anche nella
carta del Circolo Antartico di Pedro Reinel,
del 1522. Anche questa carta si trova a Istambul,
nella Biblioteca del Museo Topkapi.

Possiamo inoltre osservare un gruppo di isole
al largo del 50° parallelo già nella carta
di Martin Waldseemuller del 1507. È quindi
possibile, pur non essendo documentato ufficialmente,
che qualcuno dei navigatori che costeggiarono
l'estremità sud dell'America nel primo decennio
del '500 abbia effettivamente avvistato un
arcipelago e ne abbia fatto menzione. In
certe pagine web relative alla storia delle
Isole Falkland viene suggerita questa ipotesi
e si fanno i nomi di Amerigo Vespucci e di
Binot Paulmier de Gonneville.

Carta di Waldseemuller del 1507,
con un particolare
dell'America del Sud esplorata
da Amerigo
Vespucci fino al 50° parallelo

Un altro particolare della carta di Martin
Waldseemuller del 1507
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