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A Bletchley Park la guerra era combattuta
in modo particolare ma anche qui non mancarono
vittorie e sconfitte. Infatti, era in atto
una delicata partita a scacchi tra gli inglesi
che cercavano di decrittare il più velocemente
possibile i messaggi dei tedeschi e, dall’altra
parte, i tedeschi che – pur senza immaginare
quanto fosse vulnerabile il loro segreto
- comunque cambiavano di continuo le chiavi
e perfezionavano le macchine, rendendo così
vani molti successi ottenuti qui.
Ma, mese dopo mese, per quanti sforzi facessero
i tedeschi, ogni cambio dei parametri di
regolazione di Enigma veniva "recuperato"
dagli uomini di Bletchley Park sempre più
rapidamente.
E questo grazie ad una intuizione di un giovane
matematico, destinato a diventare uno dei
grandi geni del XX secolo: Alan Turing.
Sviluppando un sistema messo a punto dai
crittografi polacchi, nel 1940, Turing ideò
le cosiddette "Bombe", cioè delle
macchine che contenevano vari gruppi di rotori
simili a quelli di Enigma che, girando a
forte velocità, calcolavano velocemente tutte
le combinazioni possibili. Con la messa a
punto di "The Bombe", l’ago della
bilancia iniziò a pendere decisamente a favore
degli uomini di Bletchley Park.
Nel 1940, Alan Turing ha 28 anni ed è già
a capo della sezione di ricercatori che si
occupa di decrittare le macchine Enigma usate
dalla Marina tedesca.
E’ un tipo geniale e bizzarro: ad esempio
gira per Bletchley Park in bicicletta indossando
una maschera antigas ed ha un curriculum
scolastico non brillantissimo. Al ginnasio
era stato bocciato proprio in matematica.
Il suo professore aveva motivato così la
decisione: "Perde tempo in ricerche
di matematica superiore a scapito dello studio
di quella elementare.
I suoi elaborati sono sporchi e disordinati".
Oggi Alan Turing è ricordato come un autentico
genio oltre che il profeta dell’intelligenza
artificiale, da lui teorizzata già negli
anni Trenta quando non era stato ancora creato
il primo computer.
Turing è rimasto a lungo un genio incompreso.
Solo un paio d’anni fa l’Inghilterra gli
ha dedicato una statua. Mentre era in vita,
a titolo di ringraziamento per i suoi servizi,
fu decorato prima con l'Ordine dell'Impero
Britannico, poi fu nominato membro della
Royal Society, ed infine – nel dopoguerra
– fu processato per atti osceni in quanto
omosessuale e condannato ad una cura ormonale
che lo rese impotente e gli fece crescere
il seno. Emarginato e solo,
Turing entrò in depressione e morì, in circostanze
non del tutto chiare, nel giugno 1954, a
42 anni. La statua che gli è stata dedicata,
a Manchester, lo ritrae con una mela in mano.
La versione ufficiale infatti vuole che abbia,
più o meno volontariamente, ingerito del
cianuro accompagnandolo ad una mela.
Ma una biografia recente adombra l’ipotesi
che Turing, detentore di importanti segreti
ma ritenuto incontrollabile, fosse diventato
un possibile pericolo per la sicurezza dai
servizi segreti inglesi, che avrebbero così
inscenato un suicidio per liberarsi dell’ingombrante
scienziato.
La morte di Turing non è che uno dei tanti
misteri legati alla storia di Enigma.
A Londra, o meglio sotto Londra, esiste un
particolarissimo Museo: si chiama Cabinet
of War.
In pratica era il quartier generale inglese
durante la Seconda guerra mondiale: qui si
riuniva il Gabinetto di guerra presieduto
da Winston Churchill. Siamo a parecchi metri
sottoterra: si trattava, all’epoca di una
misura precauzionale ovvia perché per gran
parte della Seconda guerra mondiale, Londra
fu sottoposta a pesanti bombardamenti da
parte dei tedeschi. Qui confluivano tutte
le informazioni provenienti da Bletchley
Park e qui si decise come sfruttarle…
Un recente sondaggio ha indicato in Winston
Churchill il più grande inglese di tutti
i tempi. Ma questo non vuol dire che l’ex
primo ministro non abbia avuto e non abbia,
anche in patria, più di un critico. In particolare, si è accusato
il governo inglese di aver fatto delle scelte
per così dire "difficili" per non
far capire al nemico che Enigma era stato
violato. Si è detto che si permisero alcuni
attacchi, si misero nel conto alcune sconfitte
pur di mantenere il segreto.
Ma altre volte Churchill è stato accusato
di aver fatto un uso disinvolto delle informazioni
ricevute: ad esempio, circa dieci anni fa,
l’apertura di alcuni archivi ha fatto pensare
alcuni studiosi che Churchill, benché informato
dell’attacco giapponese contro gli americani
a Pearl Harbour (dicembre 1941), non avvertì
il governo Usa perché voleva fortemente che
l’America entrasse in guerra e lo aiutasse
nella sua lotta al nazismo.
Churchill venne una sola volta a Bletchley
Park: era il 6 settembre 1941. E rimase molto
sorpreso dal modo in cui si lavorava: entrò
in varie stanze e trovò alcuni scienziati,
tra cui Turing, seduti per terra mentre smistavano
mucchi di carta. Prima di tornare a Londra,
Churchill tenne un breve discorso agli uomini
che lavoravano qui.
Quel discorso cominciò così: "A guardarvi,
non si direbbe che siate a conoscenza di
un segreto…" Ma la storia di Enigma
non sarebbe completa senza un cenno alla
guerra sul mare. Spesso a Bletchley Park
arrivarono notizie e documenti importanti
dopo la cattura di navi o sommergibili tedeschi.
Pochi anni fa, un film americano ha scatenato
dure polemiche tra Gran Bretagna e Stati
Uniti perché la storia raccontata nel film,
cioè la cattura di un sommergibile tedesco
e la conseguente scoperta dei cifrari nazisti,
è una storia che si è ripetuta più volte,
soprattutto nell’Atlantico tra il 1940 e
il 1943.
Solo che a compiere quelle azioni erano marinai
inglesi, non americani… Forse, se quel film
fosse uscito negli anni Sessanta o Settanta
gli inglesi non avrebbero protestato tanto.
Perché diciamo questo? Perché nella migliore
tradizione spionistica, tutta l’operazione
Enigma è stata tenuta segreta per decenni
dal governo inglese che ha preferito attribuire
alla capacità – a volte sopravvalutata –
dei suoi generali il merito di tante battaglie
vinte. Oppure, come nel caso della Marina
Italiana, si è lasciato che si diffondessero
sospetti di tradimenti e sabotaggi. |
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