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E' a Leonardo da Vinci che dobbiamo le prime
anamorfosi piane conosciute e studiate.
Sia alcuni suoi appunti che alcuni suoi disegni
dimostrano la perfetta acquisizione del principio
che porta alla creazione di queste figure
illusive.
Un foglio del Codice Atlantico contiene due
disegni anamorfici di Leonardo
rappresentanti
la testa di un bambino (figura sotto) e un
occhio.
Questa strana figura rappresenta lo schizzo
di una testa
ma per vedere il disegno correttamente
dovreste porvi a sinistra del monitor e guardare
l'immagine di sbieco
accostando il naso
al bordo del monitor.
Se avete seguito correttamente le mie istruzioni
dovreste vedere una figura simile a quella
riportata sopra
ottenuta "stringendo"
l'immagine originale di Leonardo.
Nell'anamorfosi piana
quindi
la figura
viene disegnata tenendo conto di una visione
non frontale
ma laterale
e l'artista che
la crea
la disegna ponendosi da un preciso
punto di vista che l'osservatore deve ricreare
per poter vedere l'immagine in prospettiva.
Un altro bell'esempio di anamorfosi piana
lo possiamo osservare a Trinità dei Monti
a Roma
in un disegno di Emmanuel Maignan
"S.Francesco di Paola".
Nella visione prospettica
(sotto a sinistra)
che si ha all'inizio del corridoio
appare
l'immagine del santo che prega. Questa muta
però via via che si percorre il corridoio
e
nella visione frontale
si trasforma in
un paesaggio della costa calabra
dove il
santo era eremita (sotto a destra).
Dal momento che una figura anamorfica è a
stento riconoscibile quando la si osserva
in modo normale
non deve meravigliare il
fatto che le anamorfosi siano state spesso
utilizzate per rappresentare temi che comportano
o richiedono qualche sotterfugio.
Nel dipinto di Hans Holbein il Giovane
"Gli
ambasciatori"
ad esempio
possiamo
ammirare una particolare figura posta nella
parte inferiore del dipinto.

Figura che osservata dalla giusta angolazione
si rivela essere un teschio!

Alcuni critici hanno supposto
che l'autore
avesse voluto alludere all'imminente morte
di uno dei due personaggi rappresentati nel
dipinto
ossia l'ambasciatore francese alla
corte di Inghilterra
Jean de Dinterville.
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