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Uno dei più fantastici effetti della rifrazione
è il ben noto fenomeno del miraggio.
I nomadi
che attraversano il deserto hanno
talvolta
la visione di un'oasi che si
rispecchia nelle
limpide acque di un laghetto.
E' certamente
deludente lo svanire di questa
illusione
via via che ci si avvicina al
luogo dove
ci si aspettava di trovare un
certo refrigerio.

La sabbia del deserto arroventata dal sole
scalda gli strati d'aria ad esse
immediatamente
contigui sicché la fascia d'aria
compresa
fra la sabbia e la cima di una
palma ha temperatura
via via decrescente. Temperatura
decrescente
significa aria progressivamente
meno densa
dal basso verso l'alto: i raggi
luminosi
provenienti dalla cima della
palma tendono
ad allontanarsi dalla perpendicolare
al suolo
incurvandosi; se raggiungono
la sabbia con
un'incidenza maggiore dell'angolo
limite
vengono riflessi nella direzione
dell'osservatore
che li percepirà come provenienti
da una
palma che si riflette nell'acqua.
Nelle foto in alto potete vedere degli esempi
di miraggi osservati nel deserto
e in una
spiaggia assolata.

Oltre la miraggio è da citare la cosiddetta
fata morgana un fenomeno abbastanza
frequente
in Italia sullo Stretto di Messina
e nella
parte centro orientale degli
Stati Uniti
nota come regione dei Grandi
Laghi.
Il fenomeno è l'inverso del miraggio
(in
questo caso la densità dell'aria
aumenta
dal basso verso l'alto): l'oggetto
virtuale
si staglia nel cielo e dato il
particolare
percorso seguito dai raggi luminosi
l'oggetto
reale può essere nascosto alla
vista aumentando
la suggestione del fenomeno.
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