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"Il mistero risolto": così si intitola
il libro pubblicato da Lawrence David Kusche,
pubblicato nel 1975, un anno dopo quello
di Berlitz. L'autore afferma che nessuna
sparizione avvenuta nel “Triangolo” è più
misteriosa di tante altre avvenute nel mare.
Con grande meticolosità esamina gli “avvenimenti
misteriosi” caso per caso, a partire da quello
di Cristoforo Colombo, e trova delle spiegazioni
“razionali”. Fa rilevare che fu Colombo stesso
a trovare una spiegazione (un po'semplicista,
in verità) per lo strano comportamento notturno
degli aghi della bussola. Nei suoi diari
Colombo scrisse infatti: “e ciò fu perchè
non si muovono gli aghi, ma la Stella Polare”.
Per quanto rigurda la scomparsa degli Avenger,
Kusche asserisce che si è trattato di una
serie di sfortunate coincidenze. I piloti
erano allievi, che non conoscevano ancora
bene i loro apparecchi; secondo gli interrogatori
della commissione d'inchiesta il loro comandante,
il tenente Taylor, avrebbe chiesto di essere
sostituito nella missione, probabilmente
perchè non stava bene. E, per quanto riguarda
il Martin Mariner, sarebbe precipitato forse
proprio a causa dell'estrema turbolenza segnalata
dal comandante stesso.
Kusche ce la mette tutta a demolire le ipotesi
fantasiose. Ricorda che nel mondo esistono
altre zone “pericolose” come il “Triangolo
delle Bermuda”: in Giappone ce n'è una analoga,
il “Triangolo del Drago”. E che, percentualmente,
le sparizioni registrate non sono più numerose
di quelle che avvengono in altri tratti di
mare naturalmente pericolosi (a causa di
correnti, venti, e altro). Ma è proprio questo
impegno addirittura maniacale a rendere il
suo libro poco convincente. Insomma, sembrano
quasi più plausibili le spiegazioni “impossibili”
di Berlitz che quelle “possibili” di Kusche.
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