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Le Piramidi d'Egitto
Le Misure

Storia - Costruzione - Misure - Proprietà


La vera e propria mania per le piramidi esplose nel 1830.
Un certo John Taylor, che non le aveva mai visitate ma che si basava su alcune misurazioni effettuate dal colonnello Howard Vyse, pubblicò un volume dal titolo "The Great Pyramid: Why Was It Built and Who Built It?" ( La Grande Piramide: chi l'ha costruita e perchè? ).
Esaminando le sue misure Taylor credette di trovare una straordinaria serie di coincidenze matematiche tra il peso, il perimetro e l'altezza della piramide e (in proporzione) il peso della Terra, la sua distanza dal Sole e la lunghezza dell'anno solare!

I quattro lati del monumento, infatti, sono orientati verso i punti cardinali con un’approssimazione inferiore ad un decimo di grado. La differenza fra il lato più lungo e quello più corto non supera i 20 centimetri. La pavimentazione che circonda la Grande Piramide è perfettamente piana, considerando che l’oscillazione massima nei punti più alto e più basso è di 2,5 cm. Tale perfezione di calcolo fu probabilmente raggiunta attraverso l’utilizzo di semplici aste di misurazione e corde, allineate osservando il sole e le stelle, e forse anche con l’uso di livelle ad acqua per le linee orizzontali. Ad ogni modo come sia stato possibile con strumenti così elementari raggiungere un perfezione metrica, forse impensabile anche ai giorni nostri considerata soprattutto la mole della struttura, resta un mistero.


1: ingresso al corridoio discendente;
2: camera sotterranea incompiuta;
3: corridoio cieco;
4: corridoio ascendente;
5: corridoio orizzontale;
6: camera della regina;
7: Grande Galleria;
8: cunicolo scavato dai ladri;
9: camera del sarcofago;
10: vani di scarico;
11: condotti della camera del re;
12 : condotti della camera della regina.



I risultati di tutte le altre misurazioni hanno portato, inoltre, alla convinzione che la Grande Piramide, in realtà, sia stata progettata come un gigantesco schema del tempo, in attesa di essere interpretato dalla civiltà future. Ad esempio dividendo il perimetro della struttura per il doppio della sua altezza si ottiene 3,1416 ovvero l’attuale valore di Pi Greco. La somma dei lati di base della piramide indica il numero dei giorni di un anno, ossia 365,240 pollici egiziani antichi. L’altezza moltiplicata per dieci milioni dà come risultato la distanza approssimata tra il sole e la terra. Raddoppiando la lunghezza dei quattro lati della piramide otteniamo quasi esattamente la misura equivalente un sessantesimo di grado alla latitudine dell’equatore (in metri la cifra corrisponde a 1842,92 mentre la cifra attuale è di 1842,78). Se si sceglie un raggio pari alla sua altezza e si traccia in base a questo una circonferenza, l’area del cerchio così ottenuto è uguale all’area del quadrato di base. L’inclinazione dell’asse di rotazione della terra nello spazio varia tutti i giorni e non raggiunge la posizione originale se non una volta ogni 25827 anni. Questa cifra, quasi esatta (25826,26), risulta tra le misure della piramide sommando le diagonali della base.

Altri autori, come Charles Piazzi Smith e Robert Menzies, affermano addirittura di aver letto nei rapporti tra le lunghezze dei corridoi della piramide alcune date fatidiche della storia del mondo. Da qui il passaggio ad altre ipotesi fantasiose è quasi immediato. Per alcuni le piramidi furono costruite dagli abitanti di Atlantide molti millenni prima della loro "data di nascita" ufficiale; si trattava di segnali studiati per resistere nei millenni e comunicare messaggi alle generazioni future; altri pensano che le piramidi siano state costruite dagli extraterrestri, o per lo meno facendo uso di apparecchiature extraterrestri; altri ancora ritengono che i popoli antichi possedessero il potere di rendere leggera la pietra grazie a poteri ESP.


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