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Come conseguenza della enorme diffusione
di informazioni pseudoscientifiche di stampo
New Age sono oggi molte le persone convinte
che all'interno delle piramidi, dai grandi
monumenti di Giza ai modellini da tavolo
disponibili in commercio, avvengano fenomeni
misteriosi in quanto le stesse funzionerebbero
come "condensatori energetici".
Il primo indizio sull' energia generata dalla
Grande Piramide si ebbe negli anni '30 quando
un francese André Bovis, notò che i cadaveri
di alcuni animali trovati all'interno sembravano
mummificati: cioè non erano putrefatti e
non puzzavano. Tornato in Francia fece degli
esperimenti con dei modelli in scala e raccolse
delle prove che qualcosa avente a che fare
con la forma provocava la mummificazione
di materia organica morta.
Durante gli anni '40, un rabdomante di nome
Verne Cameron, scoprì un campo d'energia
intorno ad essa e fiotti di energia fuoriuscenti
dai vertici; scoprì inoltre che se collegava
i vertici di alcune piramidi con filo o spago,
in serie o in parallelo come batterie, l'effetto
era amplificato. Negli anni '50 il cecoslovacco
Karl Drbal scoprì che la stessa forma sortiva
l'effetto di affilare le lamette da rasoio
e poteva anche ridurre o eliminare il mal
di capo. Gradualmente si notò che quale fosse
l'energia che causava questi fenomeni, essa
sembrava concentrata o focalizzata in un
punto a circa un terzo della distanza tra
la base e l'apice, nel centro della piramide,all'incirca
nella stessa posizione della Camera del Re nella piramide originale.
Tuttavia altri ricercatori non sono stati
in grado di ripetere le esperienze di Bovis
o Drbal ma i sostenitori dei poteri delle
piramidi, pur ammettendo queste incoerenze,
non ne sembrano preoccupati. Nel periodo
1970-1990 Rodriguez Alvizo Luis Alberto e
il suo gruppo condussero una serie di esperimenti
e conclusero che non erano le piramidi come
tali a produrre gli effetti ma la forma geometrica
delle stesse, per cui un semplice telaio
con le misure appropriate poteva funzionare
come il modello completo
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