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Vale la pena, a questo punto, di tracciare
un sunto delle caratteristiche del Graal
descritte dal canone e dalle tradizioni celtiche
fino al momento in cui esso raggiunge l'Inghilterra.
1) Il Graal è un oggetto materiale e spirituale
insieme. Non si conosce esattamente la sua
natura: forse è una pietra, forse è un libro,
forse un contenitore; è certo che permette
di abbeverarsi (l'ultima cena), ma vi si
può anche versare qualcosa (il sangue di
Cristo crocefisso). Può guarire le ferite,
dona una vita lunghissima, garantisce l'abbondanza,
trasmette e garantisce la conoscenza, ma
è anche dotato di poteri terribili e devastanti.
2) La tradizione sull'esistenza di un oggetto
con questi poteri è antichissima e diffusa
in una vasta zona dell'Asia, del Nord Africa
e dell'Europa; il Graal è forse stato identificato
con nomi diversi (la "Lampada di Aladino",
il "Vello d'Oro", l'"Arca
dell'Alleanza", la coppa "Amonga"
dei Sarmatiani del Caucaso). In qualche modo
ignoto Gesù ne è entrato in possesso.
3) Le varie leggende a proposito del Graal
(Tuatha De Danaan, Smeraldo di Lucifero,
Occhio di Shiva, eccetera) concordano nel
conferirgli un origine ultraterrena.
Basandosi su questi capisaldi, molti commentatori
hanno dedotto la vera natura del Graal. Nell'interpretazione
più realistica, è una favolosa invenzione
letteraria stimolata da miti antecedenti,
attecchita su un terreno particolarmente
fertile e arricchita di nuovi particolari
da successive generazioni di autori; in quella
più materialistica è semplicemente la coppa
dell'ultima cena, preziosissimo oggetto di
antiquariato. Per gli antropologi è un corpus
di dottrine elaborato attraverso i secoli
("vi ci si può abbeverare e vi ci si
può versare"), forse supportato fisicamente
da un testo scritto. Per la tradizione cristiana,
il Graal rappresenta l'evangelizzazione del
mondo barbaro, operata dai missionari (Giuseppe
d'Arimatea), stroncata dalle persecuzioni
e ripresa da un gruppo di uomini di buona
volontà guidati da un sacerdote (Merlino),
o ancora, la cacciata dall'Eden (il Wasteland
) e la successiva redenzione grazie all'intervento
di Gesù. Per gli esoteristi Renè Guenon e
Julius Evola il Graal è il cuore di Cristo,
potente simbolo della Religione Primordiale
praticata ad Agharti, di cui Gesù sarebbe
stato un esponente; per gli alchimisti rappresenta
la conoscenza, e la sua ricerca equivale
a quella della Pietra Filosofale o dell Elisir
di lunga vita. Per Carl Gustav Jung è un
archetipo dell inconscio; per Jesse Weston
è un simbolo sessuale e di fertilità; per
Walter Stein, autore di The Ninth Century
and the Holy Grail, il Graal è connaturato
con l'intero pianeta: un generatore di energia
spirituale, ma anche politica e socioeconomica.
Per Rudolf Steiner è "il simbolo degli
eventi dell'epoca primitiva percepiti dalla
sensibilità dell animo"; quando, nel
1913, progettò l'edificio chiamato Gotheanum,
il filosofo tedesco intese realizzare un
nuovo "Castello del Graal".
Per Adolf Hitler è uno strumento magico con
cui ottenere il potere assoluto; per gli
autori di romanzi di fantascienza e i fautori
dell Ipotesi extraterrestre è un'apparecchiatura
proveniente dallo spazio, o qualcosa che
ha a che vedere con i terribili poteri della
fusione nucleare.
E, per i giornalisti Michael Baigent, Richard
Leigh e Henry Lincoln è ancora un altra cosa...
Linea di sangue Una delle possibili etimologie
di Graal comprende l'attributo "San":
"San Graal" sarebbe l'errata trascrizione
di "Sang Real", ovvero "Sangue
Reale". Il sangue è, evidentemente,
quello di Cristo contenuto nella coppa, ma
per altri commentatori il termine sangue
designa una dinastia (per Dion Fortune, quella
dei sacerdoti di Atlantide). La stirpe di
cui i ricercatori Baigent, Leigh e Lincoln
hannno scoperto l'esistenza dopo un appassionata
ricerca è quella di Gesù. Salvatosi dalla
crocefissione, il Redentore avrebbe generato
dei figli, da cui sarebbe nata la dinastia
francese dei Merovingi. L'ipotesi, descritta
in The Holy Blood and the Holy Grail (Il
mistero del Graal, 1982) non si ferma qui.
Certe misteriose carte rinvenute nel 1892
dal parroco Berenger Saunière nell'altare
della chiesa di Rennes-Le-Chateau sarebbero
state il punto di partenza per il ritrovamento
di altri documenti i quali proverebbero che,
lungi dall'essersi estinti nel 751, i Merovingi
(e quindi gli eredi diretti di Cristo) sono
ancora tra noi, accuratamente protetti da
un'antica società iniziatica denominata Il
"Priorato di Sion", il cui scopo
è ripristinare la monarchia al momento opportuno.
Come i "Superiori Sconosciuti"
di Agharti, i membri del Priorato - di cui
sono stati Gran Maestri, tra gli altri, Nicolas
Flamel, Leonardo da Vinci, Ferrante Gonzaga,
Robert Fludd, Victor Hugo, Claude Debussy,
Jean Cocteau - costituiscono una "Sinarchia"
o governo occulto che, ormai da quasi un
millennio, influisce sulle scelte (politiche
o d'altro genere) dei governi ufficiali.
Purtroppo - fanno rilevare Baigent, Leigh
e Lincoln nel seguito di The Holy Blood and
the Holy Grail, intitolato The Messianic
Legacy (L'eredità messianica, 1986), negli
ultimi tempi il "Priorato" si è
parzialmente corrotto, e alcune sue frange
mantengono stretti contatti con la Mafia,
la P2 e alcuni uomini politici italiani.
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