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"[...]Era il giorno della Preparazione e i
Giudei, perché i corpi non rimanessero in
croce durante il sabato - era infatti un
giorno solenne quel sabato - chiesero a Pilato
che fossero loro spezzate le gambe e fossero
portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono
le gambe al primo e poi all'altro che era
stato crocefisso insieme con lui. Venuti
però da Gesù e vedendo che era già morto,
non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati
gli colpì il fianco con la lancia e subito
ne uscì sangue ed acqua. [...]" (GV 19, 31-34).
Questo passo del vangelo di San Giovanni,
testimonia un evento tipico al tempo delle
crocefissioni. Poiché per i giudei la croce
era segno di maledizione (cfr Galati 3,12),
si prescriveva l'inumazione dei cadaveri
appesi prima del tramonto del sole, perché
non contaminassero la terra santa. Per accertare
la morte dei condannati, venivano loro spezzate
le gambe; solo a Gesù venne risparmiato ciò
(non gli sarà spezzato alcun osso - Esodo
12,46), ma un pretoriano gli sferrò un colpo
di lancia nel costato procurandogli uno squarcio
dal quale fuoriuscì sangue ed acqua.
Al di là del significato che la chiesa attribuisce
a questo evento, resta la considerazione
che, secondo la leggenda nata attorno a ciò,
da quel momento la lancia acquistò poteri
miracolosi.
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