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Re Artù
Il Signore di Camelot

Serial - Orso - Galles - Camelot - Esoterico - Italiano


Nell'XI secolo Artù era considerato dagli inglesi un eroe nazionale, e le sue imprese - diffuse dalle cantate dei Bardi - erano note non solo in Gran Bretagna, Irlanda, nord della Francia, ma anche nella lontana Italia: lo dimostra un bassorilievo sulla "Porta della Pescheria" del Duomo di Modena realizzato intorno al 1120 (e cioè con almeno dieci anni di anticipo sul ciclo di narrazioni scritte) in cui sono raffigurati "Artus de Bretania", "Calvagin" (Gawain), "Galvarium" (Galeron) e altri cavalieri. Ma l'Artù celtico-britannico era un personaggio che i romani avrebbero definito "un barbaro": un Re robusto e coraggioso quanto rozzo e incolto: la sua notorietà internazionale impose - come diremmo oggi - un'operazione di "rinnovamento dell'immagine" allo scopo di nobilitare la sua figura.

Fu l'inglese Geoffrey di Monmouth a dare il via al processo che avrebbe trasformato Re Artù da monarca "barbaro" a simbolo messianico di Re-Sacerdote e unificatore globale, e i suoi cavalieri in un perfetto modello per le istituzioni cavalleresche medioevali. Tra il 1130 e il 1150, nell' Historia Regum Britanniae, nelle Prophetiae Merlini e nella Vita Merlini, Geoffrey tracciò una precisa quanto fantasiosa genealogia del sovrano, recuperò e interpretò in chiave cristiana (e non più celtica) Merlino e gli altri comprimari, e pose alcuni capisaldi del futuro ciclo, battezzando, per esempio, "Avalon" il sepolcro da cui Artù sarebbe risorto " quando l'Inghilterra avrebbe avuto ancora bisogno di lui ".

Più che nella nativa Inghilterra, la cosiddetta "Materia di Bretagna" conobbe il massimo sviluppo oltre Manica, presso la corte anglo-normanna dei Plantageneti. Le ragioni dell'attrazione esercitata sui francesi nei confronti di un mito "estraneo" sono state a lungo discusse, senza mai arrivare a una spiegazione univoca; non è impossibile che certi autori abbiano voluto entrare in contrapposizione con la popolare "Materia di Francia", dedicata a Carlo Magno e Orlando.

Nel 1155 Robert Wace terminò il primo poema del ciclo, Le Roman de Brut: si trattava di una traduzione in normanno dell'Historia Regum Britanniae, ripulita dai particolari più crudi (non si dice, per esempio, che durante la guerra contro gli Scoti e i Pitti, Artù "li assediò per quindici giorni facendoli morire di fame a migliaia", e poi "si abbandonò a indicibili violenze senza risparmiare quelli che cadevano nelle sue mani"), e integrata con altri elementi (fu Wace a menzionare per la prima volta la "Tavola Rotonda"). Verso il 1190 Chretien de Troyes, nel poema (incompiuto) Perceval le Gallois ou le Conte du Graal, introdusse nella "materia" il tema della "Cerca del Graal". Chretien battezzò "Camelot" la reggia di Artù, e inventò alcuni grandi protagonisti del ciclo: il già citato Percival, e Lancillotto, eroe del Lancelot, ou Le Chevalier de la Charrete. Le opere del cosiddetto "Ciclo della Vulgata" (la Queste del Saint Grail e la Mort Artu, attribuite a Walter Map, il Joseph d'Arimathie ou Estoire del Sant Graal e l' Estoire de Merlin attribuite a Robert de Boron e altre narrazioni in versi o in prosa), scritte tra il 1200 e il 1215, arricchirono ulteriormente la saga; nello stesso periodo nuove avventure del Re e dei suoi cavalieri cominciarono a venir prodotte autonomamente in vari paesi d'Europa. Proprio un poema "straniero" - il Parzival, scritto intorno al 1210 dal tedesco Wolfram Von Eschenbach - privilegiò per primo gli elementi esoterici e simbolici del ciclo nei confronti di quelli avventurosi.

L'epopea arturiana venne definitivamente messa a punto verso il 1450, ne Le Morte Darthur di Sir Thomas Malory. Qui si trovano tutti gli ingredienti alla base di centinaia di opere successive (tra cui il bel film Excalibur di John Boorman): la nascita di Artù da Ygerne e Re Uther Pendragon; la tutela da parte di Merlino, l' ascesa al trono dopo aver estratto la spada dalla roccia; la vicenda dell'Excalibur, la più famosa delle spade incantate; l'istituzione della Tavola Rotonda a Camelot, l'amore proibito tra Lancillotto e Ginevra, la nascita di Mordred, concepito da un rapporto incestuoso tra Artù e la sorellastra Morgana; l'avvento del Wasteland o "terra desolata"; la ricerca del Graal da parte di Percival e Galahad, che lo ritroverà; la morte di Artù nella battaglia contro Mordred e il suo trasferimento ad Avalon.


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