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Alla figura di Artù sono stati associati
significati simbolici fin dagli inizi della
diffusione della "Materia di Bretagna".
Come il biblico Mosè, il sovrano era simultaneamente
Re, Sacerdote e Iniziato, esperta guida politico-militare
ma anche tramite tra il suo popolo e la divinità.
Era, dunque, il modello perfetto del reggitore
di popoli, la versione terrena del Re del
Mondo di Agharti, e a lui si ispirò, tra
gli altri, Federico II Hohenstaufen, che
edificò un palazzo ricco di simboli ermetici,
Castel del Monte, su ideale modello di Camelot.
Attorno al Parzival di Wolfram Von Eschenbach,
il poema del ciclo arturiano più ricco di
spunti esoterici, siè sviluppata una vera
e propria scuola di pensiero che, soprattutto
negli ultimi due secoli, ha scoperto collegamenti
strettissimi tra i miti di Artù e le religioni
orientali. La triade "Artù - Graal -
Parsifal" simbolizzerebbe la Trinità
della Religione primordiale che ricorre nelle
varie religioni successive, compreso quella
cristiana; in particolare i miti di Artù
avrebbero stretti collegamenti con lo Zoroastrismo,
la religione fondata da Zarathustra. Il nome
stesso di Artù deriverebbe da quello del
Dio Solare Ahura Mazda, o da Atur Gushnasp,
il guardiano del "Fuoco Reale"
della religione Zoroastriana; il nome Parsifal
sarebbe una commistione tra "Parsi"
(la denominazione tarda dei seguaci di Zarathustra)
e "Fal", la "Pietra della
Conoscenza " della tradizione celtica.
Il castello del Graal descritto da Wolfram
sarebbe, inoltre, sorprendentemente simile
al complesso di Takht-I-Sulaiman, il principale
centro del culto di Zoroastro, edificato
in Iran nel VI secolo a.C. Secondo Jesse
Westin, autrice di From Ritual to Romance
(1920), Artù non era semplicemente un astratto
simbolo solare, ma il sacerdote di un culto
mitraico importato in Inghilterra dai Romani.
Altre dottrine esoteriche prendono in esame
la figura di Merlino; per alcuni si tratta
di uno dei "Superiori Sconosciuti"
di Agharti disseminati sulla Terra: ad Artù,
il suo discepolo prediletto, avrebbe affidato
il compito di portare avanti l'antica tradizione
magico-religiosa del leggendario regno sotteraneo.
Per l'occultista Dion Fortune, Myrddyn proveniva
da Lyonesse, un insediamento realmente sprofondato
al largo della Cornovaglia, e da molti ritenuto
una delle città di Atlantide; dal Continente
Perduto aveva importato culti esoterici e
superiori conoscenze tecniche, diffusi poi
tra i Celti dal discepolo Artù e dai suoi
successori.
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